Trump viaggia sicuro con l’auto presidenziale!

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La storia americana, costellata di presidenti assassinati o vittime di attacchi esterni, di certo ha le sue responsabilità nella scelta di Donald Trump (e non solo la sua) per la Cadillac One di cui parla tutto il mondo e che è stata immortalata in diversi scatti anche in Italia, durante la sua visita a Roma.

Numeri da capogiro, quelli che descrivono “The Beast“, (“La Bestia“), come viene chiamata dal pubblico, a partire dal costo: 1,6 milioni di dollari che, insieme alle 12 limousine messe a disposizione, diventano 15. Non si è certo fatta economia per la sicurezza del Presidente degli USA!

“The Beast”: il “fortino mobile” di Trump

Si può tranquillamente parlare di “fortezza mobile“, trattandosi di un’auto, in nero e argento, che si aggira per le strade con una lunghezza di più di due SUV messi insieme, pesante ben 8 tonnellate e protetta da porte d’acciaio talmente spesse e pesanti da essere paragonabili a quelle di un Boeing 757: tutto per riparare gli ospiti non solo da eventuali armi da fuoco, ma persino da attacchi biologici e chimici. In effetti, tutto è studiato nei minimi dettagli anche per non sopperire addirittura a mine (il serbatoio è a prova di esplosione), la carrozzeria è militare, il parabrezza è in grado di schermare l’interno del veicolo da proiettili penetranti e calibri pesantissimi, le gomme sono in kevlar (fibra sintetica 5 volte più resistente dell’acciaio), materiale che consente di continuare a camminare anche da sgonfie, ed i finestrini sono corazzati ed impossibilitati ad essere abbassati, a parte quello dell’autista (per puri motivi logistici).

Ma c’è molto di più.

Una delle vetture del corteo presidenziale monta una torretta grazie alla quale è possibile avviare comunicazioni private tramite cellulare, senza contare che il bagagliaio della “Bestia” è rifornito di una sacca di sangue, dello stesso gruppo sanguigno di Trump, per intervenire tempestivamente in caso si rendesse necessaria una trasfusione.

Ancora, l’auto equipaggia un sistema di telecamere ad infrarossi e tutto questo funziona grazie ad un motore Diesel. Il colmo? Un collaboratore, nel 2013 (quindi prima dell’era Trump), fece rifornimento con il carburante sbagliato, bloccando temporaneamente l’auto!

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