Un braccialetto per salvare gli oceani

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Da un oggetto semplice realizzare un grande progetto!“: è stata questa l’idea motore che ha dato vita ad una piccola realtà tutta italiana incentrata sul recupero della plastica dalle spiagge.

Ma andiamo con ordine.

Giulio Cerrone è uno sportivo e lavora nel campo dell’advertising.

Un paio di anni fa decise di mettere su una piccola community di surfisti, non di quelle “da business” ma solo per riunire amanti del mare e della tavola da surf, anche in surfcamp, tutti mossi da uno stesso spirito semplice, umile e votato alla natura: l’ha chiamata Waves Avenue e le ha dedicato una pagina social che, in poco tempo, è riuscita a farsi notare e ad accumulare alcune migliaia di follower.

Da qui, la svolta; perché è stato proprio durante le sue passeggiate in spiaggia che ha cominciato a rendersi conto che, in qualche ora, poteva essere tranquillamente raccolto 1 chilogrammo di plastica abbandonata sui nostri litorali, tra rifiuti, reti di pescatori e oggetti lasciati incautamente dai bagnanti. Ha deciso, così, di impegnarsi nel settore, attraverso un’idea che potesse finanziare delle raccolte collettive e, contemporaneamente, anche dare una seconda vita (ed uno scopo) a tutta questa plastica abbandonata. È così che è nata la Waves Avenue Eco, in collaborazione con la Prosilas, un’azienda all’avanguardia e visionaria che è, ad oggi, leader della sinterizzazione laser. Insieme è divenuto possibile dare vita a dei braccialetti speciali, i Waves Avenue Bracelet, ottenuti proprio con il riciclo delle plastiche e il cui costo riempie le casse della community per organizzare nuovi eventi di pulizia dei litorali. Un circolo vizioso, di quelli assolutamente positivi.

Il processo attraverso il quale viene trattata la plastica, ovviamente, la rende anallergica, uniforme, colorata e assolutamente perfetta per forgiare dei braccialetti da portare per tutta l’estate come emblema del messaggio ambientale che identificano; anche Vanna Menco, CEO (insieme al padre) della Prosilas e lei stessa amante del surf e della natura, è molto entusiasta dell’iniziativa: “La mia azienda lavora con materie plastiche e, benché già queste vengano da noi smaltite e recuperate tramite gli enti preposti, l’idea di ricavare dal nostro materiale di scarto un oggetto che abbia nuova vita è davvero bellissima. Da un oggetto semplice realizzare un grande progetto!” ha dichiarato.

Come ordinarlo

Comprare il braccialetto è semplicissimo: basta andare sull’e-commerce dedicato, cliccare sul prodotto e pagare i 15 euro richiesti (comprensivi di spedizione in Italia) tramite Paypal o carte di credito o ricaricabili. Transazioni trasparenti, che vengono pubblicate online, per dimostrare come vengano utilizzati i proventi durante le attività di volontariato.

In tanti hanno già aderito al progetto, immortalando il proprio acquisto in simpatici selfie che sono stati, poi, pubblicati anche online.

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