Blue Monday: il giorno più triste dell’anno tra bufala e verità

Quest’anno il titolo di giorno più triste dell’anno, il Blue Monday, spetta al 18 gennaio. Ma è veramente così o si tratta di una bufala?

L’invenzione del Blue Monday viene attribuita allo psicologo Cliff Arnall, dell’università di Cardiff. L’Università, nel tempo, ha preso le distanze da Arnall, che poi dichiarerà di essersi esposto dietro compenso. La formula, sulla quale si basavano i presupposti “scientifici” di questa giornata, verrà poi attribuita ad un’agenzia pubblicitaria che, per invogliare i clienti a prenotare un viaggio nel periodo meno turistico dell’anno, aveva deciso di scomodare la psicologia dei propri clienti.

La formula in questione include le condizioni meteorologiche, la capacità di fronteggiare i debiti, il tempo trascorso dal Natale, l’ansia di non centrare i propositi del nuovo anno, la scarsa motivazione e la voglia di agire. 

Proprio facendo leva sui sentimenti di tristezza e apatia, l’agenzia pubblicitaria decise di indurre i clienti a prenotare le prossime vacanze con l’obiettivo di rompere la monotonia e rallegrarsi ponendosi un obiettivo più o meno distante.

Sembra evidente che i presupposti siano quelli di una fake news a tutti gli effetti. Nonostante le molteplici evidenze e le dichiarazioni dei protagonisti, il Blue Monday ha continuato ad essere utilizzato da molteplici aziende che ogni anno cercano di ironizzare sulla tristezza provata in questo giorno e propongono simpatici ed incoraggianti consigli.

In effetti, al di là di formule matematiche vere o fasulle, il successo del Blue Monday è da ricercare nel periodo in cui è stato collocato: a gennaio, in presenza di condizioni metereologiche avverse, dopo essere rientrati dalle feste natalizie e con le prossime ferie molto distanti, è facile farsi prendere da ansie e preoccupazioni, a maggior ragione se ci si trova ad affrontare le conseguenze di una pandemia globale e/o si è chiusi in casa da parecchio tempo.

Che si tratti di un Blue Monday a tutti gli effetti o meno, i migliori psicologi insegnano che la tristezza è un sentimento che va vissuto, capito e accolto. I momenti tristi capitano e non c’è da impressionarsi. Meglio conservare le energie per vivere a pieno i momenti gioiosi. 

Se si vuole provare ad affrontare il mese di gennaio con una carica diversa, è possibile ricorrere ad alcune semplici attività quotidiane. Come consigliato da più e più parti, dedicarsi ad un’attività fisica di qualsiasi tipo, dalla corsa alla meditazione, può aiutare ad attivare il corpo e migliorare il benessere fisico. Senza esagerare, superate le feste natalizie, può essere divertente concentrarsi in cucina a preparare piatti belli e gustosi. Se non si ha tempo e modo per vedere i propri amici e familiari dal vivo, allora ripiegare su telefonate e video-call per condividere pensieri e propositi.

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