Carrie, lo sguardo del pubblico

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Carrie, il remake del film psico-horror del 1976 di Brian De Palma tratto dal romanzo di Stephen King, sarà a breve nei cinema italiani. Con Julianne Moore nel ruolo della madre e Chloe Moretz nei panni tutt’altro che candidi della piccola Carrie.

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Carrie, lo sguardo di Satana. Chi tra i nati fra il 1970 e il 1985 non ha mai visto questo film? Nessuno. Carrie, questa Carrie è stata fra le prime e più famose Carrie del cinema. Carrie Bradshaw è stata inventata per riamettere il nome Carrie agli uffici anagrafici in USA. E così le hanno messo su un bel costumino, le hanno affittato una casetta a Brooklyn e le hanno trovato un lavoro, la rubrica al femminile, per potersi definitivamente scrollare di dosso la pesante e sanguinaria eredità dell’altra Carrie, quella famosa, quella che tutti i nati tra il 1970 e il 1985 hanno potuto conoscere. La Carrie immaginata da Brian De Palma, ha un grande impatto sullo spettatore perchè tutto sommato è una sfigata che si ritrova tra le mani improvvisi poteri che la trasformeranno in una candida sanguinaria di provincia. Un fenomeno di grandissima attualità. Carrie sfrutta poteri telecinetici per sbarrare porte e appiccare l’incendio che trasformerà la palestra e il ballo di fine anno (adorabili appuntamenti degli Stati Uniti Appartati e Protetti) in un inferno non tanto lontano dall’immaginazione dei Cristiani delle Province d’America. Il remake parte proprio dalla deflagrazione percettiva che un semplice spettatore può ricevere mentre ordina il caffè al solito bar. Non perdetevi il video qui sotto, ve lo raccomanderebbe anche Zio Tibia.

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