Fuga neomelodica – Party Under Co.

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Il Disco beat incalza minimal e techno: i manichini ingessati lasciano il posto alla dance culture

INNOVAZIONI – Difficile spiegare i contenuti di una novità quando questa è destinata a porsi in prospettiva egemone. Le ambizioni sono grandi, così come i trascorsi da rimpiazzare. Dunque equilibrio (ma non timore).

Il fatto – le immagini di sopra e di sotto anticipano una nuova tendenza nell’orizzonte della dance. Questione di suono. Questione di cultura: un nuovo sound attiva una nuova partecipazione, oppure rinnova quella vecchia e la rinvigorisce con gli scintillanti colori del restauro. L’orecchio gode ora di una percezione più fluida, priva del beat interrotto della minimal, nelle sue derivazioni house o techno. Per le quali non è forse detta l’ultima parola e per le quali non si auspica un’improvviso avvizzimento.  Affrontiamo l’annoso problema senza che diventi dibattito fra estremi inconciliabili. In fondo si tratta di spontanee resurrezioni, di naturali depressioni. La disco può essere melodica: è stupido pensare che la club culture sia solo di marca techno, trance, minimal. E’ stupido perchè quello che vogliamo introdurre è un ritorno all’oggettività melodica, uno sguardo che i nipoti rivolgono ai nonni, senza però copiarne l’idioma nel momento della riproduzione. Un ritorno a certe posizioni mediate dalla tecnica odierna e dalle esigenze spettatoriali dei clubbers del dopo 2000. Il sound è più felice e dialogatore, meno nervoso e spezzato.

 E chissà che anche il profilo del clubber non si sottragga a certe caratterizzazioni.  La dancehall si ripopola di ascendenze 80’s, il palco ospita cantanti (singoli o in ensemble) e la dipendenza dal messia in consolle si trasforma in uno spettacolo di voci in un festival di suono, le cui unità minime riscoprono il piacere del legame fluido e continuativo: il flow dance sgorga con una certa compattezza e si lascia alle spalle i detriti rilasciati dalla scena minimal che, forse, ristagnavano nell’arena priva di nuovi corsi d’acqua. 

PARTY UNDER CONSTRUCTION, dopo tanta gavetta nel clubbin’ anti-minimal, è testimone di un nuovo modo di intendere le cose. A partire dalle location dei party fin’ora messi su: dai Roof Sunset sull’attico del grand hotel al centro di Napoli, alle splendide terrazze puteolane. E dopo KIM ANN FOXMAN di HERCULES & LOVE Affair, Wolfram promette Benjamin Diamond e tanti altri soundlovers figli della disco di un tempo.

MUSIC SOUNDS BETTER WITH YOU!

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