Sushi: moda o fooding?

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Il sushi è uno di quegli alimenti che si trova a metà strada tra un Foodie e un Social Addicted.

Colorato, invitante, ma anche genuino (o, perlomeno, così dovrebbe essere) e sano, è un piatto che allieta tantissime serate, soprattutto tra i giovani, tanto da essere diventato anche “da asporto”, sebbene trionfi anche, in tutta la sua “orientalità”, sui profili social del mondo interno.

Viene quindi da chiedersi: è davvero così tanto apprezzato per le sue qualità intrinseche ed il suo gusto o è, più che altro, un nuovo trend da sfoggiare?

Una domanda che, forse, si risponde da sola: entrambi gli aspetti, in effetti, si fondono e si confondono, come accade per molte cose, oramai, nell’identità “da vetrina” delle nuove generazioni.

Ma che cos’è, esattamente, il sushi?

Un piatto che viene da (molto) lontano

Sono circa 10mila i chilometri che separano l’Italia dal Giappone, ma, forse, 100 i metri tra una qualunque delle nostre abitazioni e un sushi-restaurant. Questo perchè il culto della cucina giapponese, in particolare per questo tipo di pietanza, è in escalation, in questo periodo, nel nostro Paese.

In realtà, il sushi è un insieme di piatti, tutti a base di riso ed altri ingredienti, come pesce, alghe, vegetali o uova. Il ripieno, in particolare, può essere crudo, cotto o marinato e può essere servito appoggiato sul riso, arrotolato in una striscia di alga, disposto in rotoli di riso o inserito in una piccola tasca di tofu.

Si differenzia dal sashimi perchè quest’ultimo è costituito principalmente da pesce o molluschi freschissimi (talvolta anche carne, tagliata in fettine sottilissime).

Un’altra curiosità riguarda l’etimologia della parola: in Giappone, infatti, la parola sushi significa “aspro” e si riferisce a una vasta gamma di cibi preparati con riso; soltanto fuori dalla loro realtà questo termine indica il piatto di pesce crudo a cui anche noi italiani ci riferiamo.

Ripieni, condimenti e guarnizioni, e la maniera in cui vengono combinati, generano gusti ed effetti completamente differenti tra loro ed, infatti, la varietà del piatto è incredibile!

Ingredienti fondamentali sono:

  • Riso: di qualità Japonica, ha una consistenza particolare, con chicchi coesi nè troppo “appiccicosi” (per evitare un gusto dolciastro) nè troppo secchi;
  • Nori: avvolgimento vegetale costituito da un’alga coltivata nei porti del Giappone;
  • Frittata: a volte usata come avvolgimento in uno strato sottilissimo;
  • Ingredienti vari per il ripieno e le guarnizioni, tra cui pesce (fresco e, spesso, di acqua dolce), crostacei, molluschi e frutti di mare, polpo, gamberetti, anguilla, uova di pesce, riccio di mare e vari tipi di conchiglie, verdura, frutta, ortaggi, rafano, semi di soia fermentati, avocado, cetrioli, tofu, prugne sottaceto, carne rossa, manzo, prosciutto uova (le sottili frittate dolci citate in precedenza), uova di quaglia.

Curiosità

Le origini del sushi sono alquanto misteriose, anche se è pensiero comune che sia stato portato dai monaci buddhisti tornati dalla Cina nel VII secolo. Tuttavia ci sono testimonianze riguardanti il fatto che, anche secoli addietro, il pesce veniva conservato fresco tra sale e riso, ispirando questo tipo di concetto.

Inoltre, diventare chef di sushi è alquanto impegnativo, in patria!

Durante i primi due anni, infatti, un apprendista può soltanto osservare il proprio maestro (Shokunin), limitandosi a mansioni di lavapiatti o di pulizia. Solo successivamente può imparare la tecnica di cottura del riso e, addirittura, dopo quattro anni potrà apprendere l’arte del taglio del pesce e della composizione del sushi, imparando anche come acquistare il pesce migliore al mercato, con la giusta dose di esperienza.

Inoltre, originariamente le donne non potevano cucinare questo tipo di piatto, per cui questo mestiere era loro precluso, poichè era credenza generale che le mani femminili fossero più calde di quelle maschili, una cosa che si riteneva potesse rovinare gli ingredienti, soprattutto il pesce fresco, durante la manipolazione e la preparazione.

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