Finalmente indiavolati

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I “diavoli rossi” non hanno mai lasciato il segno nella storia del calcio mondiale, ma in Brasile la formazione belga potrà contare su un 11 che potrebbe rischiarare la storia della Federazione in campo internazionale.

belgio

Napoli

La Nazionale belga nacque nel 1904 e sin dall’inizio si capì che il calcio non avrebbe portato gloria e onori in patria. Tant’è che il primo miglior piazzamento nella storia dei mondiali rimane il quarto posto ai Mondiali 1986. 28 anni fa, 82 dopo il debutto.

E poi?

Tra le figurine degli anni 90, Michel Preud’homme faceva un’ottima impressione e dopo di lui gente come Goor, Walem, Sonck, gente eliminata dal Brasile (poi campione) per 0-2 agli ottavi di finale del mondiale 2002, gente come Mark Wilmots, oggi allenatore dei belgi e, all’epoca del match coi carioca, autore di un gol regolare poi annullato.

Insomma poca qualità. E pure la sfiga. E niente di più. Infatti, mancata la qualificazione per la fase finale del campionato d’Europa 2004, il Belgio fallì anche l’accesso al campionato del mondo 2006.

Cambio di marcia – Nuova guida tecnica e nuovo passo sul campo: dal maggio 2012 è stato assunto come CT la bandiera Marc Wilmots e i “diavoli rossi” si sono qualificati al campionato del mondo 2014 da imbattuti, con 8 vittorie e 2 pareggi nel girone di qualificazione, raggiungendo inoltre uno storico quinto posto nel ranking FIFA, miglior risultato della storia del calcio belga.

Il motivo – C’è ed è quello a cui affannosamente si aspira in Italia, dentro e fuori del pallone: politiche giovanili (per i giovani ndr). Nel 2010, dopo che il Belgio fu eliminato nelle qualificazioni agli Europei, la federazione decise di investire più nelle scuole calcio e negli impianti sportivi per ragazzi. Il progetto fu sostenuto anche grazie alla collaborazione delle tre società più in vista del paese, cioè l’Anderlecht, il Genk e lo Standard Liegi. Il progetto prevedeva particolari rigori: ad esempio l’obbligo per tutte le squadre giovanili di giocare con un 4-3-3 molto offensivo, cioè lo schema usato dal Barcellona di Pep Guardiola.

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Il risultatoCourtois (portiere, 21 anni, in prestito dall’Atletico Madrid al Chelsea), Vincent Kompany (difensore, capitano del Manchester City da poco vincitore della Premier League), Vermaelen (capitano dell’Arsenal), Axel Witsel (24 anni, talentuoso centrocampista passato allo Zenit di San Pietroburgo per 40 milioni di euro), Marouane Fellaini (centrocampista di 26 anni, prima Everton e oggi Manchester United, alto come un giocatore della NBA), Steven Defour (dal 2011 nel Porto), Mousa Dembélé (spesso titolare nel Tottenham), Dries Mertens (pregevole attaccante del Napoli dotato di grande tecnica, forza e resistenza), Eden Hazard (attaccante gioiellino del Chelsea di Mourinho), Romelu Lukaku (forte punta dell’Everton).

Questa estate Wilmots avrà l’opportunità di riprendersi quel gol annullato nel 2002, sperando che la storia non compia il suo ciclo contro gli Azzurri.

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